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	<title>Prato5stelle.org - Blog del Movimento 5 Stelle di Prato</title>
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		<title>Contributo del Comune di Prato per l&#8217;acquisto delle catene da neve</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 11:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadinanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Presso il Comune di Prato è possibile fare domanda per la richiesta di un contributo, di massimo €20, per l&#8217;acquisto delle catene da neve per le vostre automobili. Tutti i dettagli sono disponibili direttamente sul sito del Comune a questo indirizzo: http://www.comune.prato.it/comefareper/?act=i&#38;fid=1932&#38;id=20111215121317333 Vi ricordiamo che è già in vigore la delibera che obbliga le catene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presso il<strong> Comune di Prato</strong> è possibile fare domanda per la richiesta di un contributo,<strong> di massimo €20</strong>, per l&#8217;acquisto delle catene da neve per le vostre automobili.<br />
Tutti i dettagli sono disponibili direttamente sul sito del Comune a questo indirizzo:<br />
<a title="Contributo per l'acquisto di catene da neve (Comune di Prato)" href="http://www.comune.prato.it/comefareper/?act=i&amp;fid=1932&amp;id=20111215121317333" target="_blank">http://www.comune.prato.it/comefareper/?act=i&amp;fid=1932&amp;id=20111215121317333</a></p>
<p><a href="http://www.prato5stelle.org/wp-content/uploads/2011/12/catene-da-neve-Molise.jpg"><img class="alignleft" title="catene-da-neve" src="http://www.prato5stelle.org/wp-content/uploads/2011/12/catene-da-neve-Molise-300x200.jpg" alt="" width="270" height="180" /></a>Vi ricordiamo che è già in vigore la delibera che <strong>obbliga le catene a bordo su tutti i mezzi</strong>, anche nel caso non sia previste condizioni meteorologiche che prevedono nevicate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cogliamo l&#8217;occasione per augurare a tutti un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo.</p>
<p>Vi aspettiamo a Gennaio 2012 con numerosissime novità riguardanti il nuovo Blog e il Movimento 5 Stelle di Prato.</p>
<div></div>
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		<title>Publiacqua restituisce il deposito cauzionale (ma solo a chi non l&#8217;ha pagato)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 17:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio.cintolesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Succede a Prato]]></category>
		<category><![CDATA[deposito cauzionale]]></category>
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		<category><![CDATA[full-image]]></category>
		<category><![CDATA[publiacqua]]></category>
		<category><![CDATA[rimborsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa un anno fa, molti utenti di Publiacqua ricevettero insieme alla usuale fattura una letterina nella quale veniva annunciato &#8220;l&#8217;adeguamento&#8221; del deposito cauzionale che Publiacqua richiede a quegli utenti cha pagano tramite bollettino e non tramite addebito sul proprio conto corrente. In questa lettera veniva citato l&#8217;art. 49 del nuovo &#8220;Regolamento del Servizio Idrico Integrato&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa un anno fa, molti utenti di Publiacqua ricevettero insieme alla usuale fattura una letterina nella quale veniva annunciato &#8220;l&#8217;adeguamento&#8221; del deposito cauzionale che Publiacqua richiede a quegli utenti cha pagano tramite bollettino e non tramite addebito sul proprio conto corrente.</p>
<p>In questa lettera veniva citato l&#8217;art. 49 del nuovo &#8220;Regolamento del Servizio Idrico Integrato&#8221;. Come succede quasi sempre in questi casi, la stragrande maggioranza degli utenti paga l&#8217;aumento (a volte anche cospicuo), dopo aver mugugnato un po&#8217;. Qualcuno avrà pagato senza neanche accorgersi della cosa, maledicendo l&#8217;avversa fortuna.</p>
<p><a href="http://blog.prato5stelle.org/wp-content/uploads/2011/12/400x.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-143" title="Publiacqua" src="http://blog.prato5stelle.org/wp-content/uploads/2011/12/400x-300x285.jpg" alt="" width="240" height="228" /></a>Il sottoscritto, vuoi per vocazione caratteriale, vuoi perchè destinatario (per motivi professionali) di decine di queste comunicazioni, ha cominciato a chiedersi se tale richiesta fosse legittima. Ho quindi reperito (ed è stata già questo una sfaticata) questo benedetto regolamento ed ho cominciato a leggerlo (anche questo una mazzata nei denti).</p>
<p>Le mie fatiche sono state però ricompensate; leggendo il già citato art. 49, ho scoperto che Publiacqua, con un&#8217;operazione da gioco delle tre carte, aveva omesso di citare l&#8217;inizio dell&#8217;articolo che, testualmente, riporta &#8220;All’atto della stipula della fornitura, l’utente deve versare un deposito cauzionale…&#8221;.</p>
<p>Avete capito? &#8220;All&#8217;atto della stipula&#8221;. Ma cosa c&#8217;entra con l&#8217;atto della stipula uno che ha un&#8217;utenza attiva da 30 anni? Niente, ma pur di spillare un po&#8217; di soldi ai propri utenti, Publiacqua ha chiesto questo &#8220;adeguamento&#8221; (eufemismo per &#8220;aumento&#8221; qualche volta esponenziale) a tutti gli utenti che non pagano tramite banca.</p>
<p>Dopo un&#8217;attenta lettura degli atti e delle normative in materia, decido di non pagare l&#8217;aumento della cauzione. Ne&#8217; per me, ne&#8217; per i miei clienti che dovevano pagarlo. Pago il consumo e stralcio l&#8217;aumento del deposito cauzionale. Non per tutti i clienti però, perchè per qualcuno ho pagato prima di poter approfondire la cosa. Ma perchè dico questo?</p>
<p>Aspetto per un po&#8217;. Dopo un mesetto o poco più, arriva la replica di Publiacqua. Una salva di raccomandate tra il minaccioso e l&#8217;offensivo. Si minaccia, in caso di mancato pagamento, la chiusura delle utenze interessate. Viene anche scritto (a me che ho sempre pagato puntualissimo) che non pagare la bolletta dell&#8217;acqua &#8220;è una scelta assolutamente priva di senso e di buonsenso&#8221;.</p>
<p>La scelta priva di senso e di buonsenso è stata quella di nominare certe persone a dirigere questa azienda, dico io. Ma andiamo avanti.</p>
<p>Rispondo a Publiacqua in termini analoghi, io che sono allergico agli scontri verbali, con questa lettera. A mia volta minaccio di adire le vie legali, anche in sede penale, nel caso Publiacqua procedesse al distacco delle forniture. Era marzo.</p>
<p>Dopo molti mesi, ad ottobre, Publiacqua invia una serie di lettere agli utenti che non hanno pagato dove, ribadendo la legittimità del proprio operato e blah blah blah, annuncia che la ATO (ente di cui parleremo in seguito) ha stabilito nuovi criteri per il calcolo del deposito cauzionale. In attesa che venga calcolato il nuovo importo, l&#8217;azienda ha deciso, quasi a farti un regalo, di stornare l&#8217;aumento della cauzione a suo tempo richiesto.</p>
<p>Con una certa soddisfazione, mi metto in attesa dei rimborsi per gli utenti che hanno già pagato. Non ditemi che sono stato un povero illuso, perchè dopo pochi giorni me lo sono detto da me. Dopo pochissimo, infatti, sono arrivate altre fatture di Publiacqua, per alcuni utenti che invece avevano pagato. Manco a dirlo, nessun accenno ad un eventuale rimborso per chi ha pagato in più.</p>
<p>Per riassumere: Publiacqua richiede un aumento, giustificandolo con normative che non giustificano niente; poi con chi giustamente non paga fa la voce grossa minacciando ed offendendo. Alla fine, decide di desistere e non chiede più i soldi a chi non li ha pagati, ma vede bene di non restituirli a chi invece li ha pagati.</p>
<p>In paese serio, basterebbe questo per chiedere la rimozione (meglio sarebbe prendere a calci nel culo) tutto il gruppo dirigente di questo ente pubblico travestito da azienda che pesa sul groppone delle famiglie e delle aziende vere.</p>
<p>Ovviamente questo non succederà, Publiacqua garantisce utili ai comuni azionisti (da Firenze, a Roma, a Scandicci, Sesto e via via), e finchè spremerà soldi agli utenti con tariffe tra le più alte in Italia (secondo una discutibile ricerca della CGIL le più alte di tutti) ed un servizio di dubbia qualità (chi ha avuto una caldaia rovinata dal calcare sa di cosa parlo) per riversarle almeno in parte ai comuni azionisti, nessuno chiederà la testa di nessuno.</p>
<p>Da questa vicenda, e da altre che non riporto qui, si ha l&#8217;impressione che Publiacqua sia alla ricerca spasmodica di fare cassa, di raggranellare anche solo qualche spicciolo in più; come se questo ente fosse alle soglie (o già dentro) di una grave crisi finanziaria, che potrebbe sfociare in un &#8220;buco&#8221; di bilancio un po&#8217; come è successo alla ASL di Massa.</p>
<p>Per uscire però dalla denuncia e dalla protesta che qualcuno potrebbe definire &#8220;sterile&#8221;, metto in campo alcune proposte, alcune minute per l&#8217;utente, altre per l&#8217;azienda ed altre di carattere generale e normativo.</p>
<p>Per l&#8217;utente:<br />
a) Informarsi e cercare di capire cosa si sta pagando; è faticosissimo, lo so, ma solo un utente informato può difendersi dalle trappole e dai piccoli raggiri.<br />
b) Non fatevi prendere dalla rabbia; certe cose si gestiscono meglio a mente fredda, come una partita a scacchi.<br />
c) In caso controversie, soprattutto quando Publiacqua invia lettere raccomandate, lasciate perdere numeri verdi e call center, servono per sfogarsi con incolpevoli operatori, spesso malpagati e precari. Seguite il detto &#8220;verba volant, scripta manent&#8221; degli antichi Romani e comunicate per iscritto, via fax o, nei casi più delicati per raccomandata AR.<br />
d) Quando scrivete, per rafforzare il discorso, non dimenticate di fare un accenno all&#8217;eventuale intervento di legale per vostro conto. Per esperienza personale so che quando si hanno di fronte soggetti consapevoli di essere inadempienti, questi argomenti fanno riavere la vista ai ciechi.<br />
e) Lasciate stare le associazioni dei consumatori: perdete tempo.<br />
f) Rivolgetevi ad un avvocato solo dopo aver compreso con una certa cognizione di causa qual è il nocciolo della questione. Gli avvocati vivono di cause legali e molti hanno poco lavoro; è facile trovare qualcuno che ti convince perchè ti dice &#8220;Lei ha ragione&#8221;, ma la verità è che si rischia di spendere un sacco di soldi e non arrivare a nulla. Un avvocato non può spiegarvi la vostra bolletta dell&#8217;acqua (non è il suo mestiere) ma deve solo mettervi nelle condizioni di difendervi dai soprusi di fronte ad un giudice, traducendo in &#8220;legalese&#8221; quelle che sono le vostre richieste.</p>
<p><strong>Scarica gli allegati dei documenti:</strong><br />
<a href="http://blog.prato5stelle.org/wp-content/uploads/2011/12/Publiacqua-diffida-III-2011.pdf">Publiacqua-diffida-III-2011</a></p>
<p><a title="View Publiacqua - Lettera di sollecito on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/75037684/Publiacqua-Lettera-di-sollecito" style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;">Publiacqua &#8211; Lettera di sollecito</a> <object id="doc_85302" name="doc_85302" height="600" width="100%" type="application/x-shockwave-flash" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" style="outline:none;" ><param name="movie" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf"><param name="wmode" value="opaque"><param name="bgcolor" value="#ffffff"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><param name="FlashVars" value="document_id=75037684&#038;access_key=key-zko5nx6jr3vnmab5gs6&#038;page=1&#038;viewMode=list"><embed id="doc_85302" name="doc_85302" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=75037684&#038;access_key=key-zko5nx6jr3vnmab5gs6&#038;page=1&#038;viewMode=list" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="600" width="100%" wmode="opaque" bgcolor="#ffffff"></embed></object></p>
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		<title>Come difendersi dal caro iva</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 17:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio.cintolesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza e Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[tasse iva risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[L’iva (imposta sul valore aggiunto) è l’imposta che, in generale, il consumatore privato paga all’atto dell’acquisto di determinati beni e servizi. L’aliquota che paghiamo varia a seconda del bene acquistato. Si va dalle spese esenti (ad esempio le spese mediche), al 4% (generi alimentari di prima necessità e poco altro), al 10% (la c.d. aliquota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.prato5stelle.org/wp-content/uploads/2011/11/soldi1_DWN_3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-166" title="soldi1_DWN_3" src="http://blog.prato5stelle.org/wp-content/uploads/2011/11/soldi1_DWN_3-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a>L’iva (imposta sul valore aggiunto) è l’imposta che, in generale, il consumatore privato paga all’atto dell’acquisto di determinati beni e servizi. L’aliquota che paghiamo varia a seconda del bene acquistato.</p>
<p>Si va dalle spese esenti (ad esempio le spese mediche), al 4% (generi alimentari di prima necessità e poco altro), al 10% (la c.d. aliquota “agevolata”), fino all’aliquota ordinaria del 21% (dai carburanti alla servizi alla persona). Un panorama variegato e non sempre univoco di varianti e possibilità nel quale muoversi con cognizione di causa può servire per risparmiare qualche euro.</p>
<p>In pratica, sul prezzo di ogni bene o servizio soggetto ad iva, il prezzo verrà aumentato della percentuale indicata. Se il prezzo di un bene soggetto ad iva del 10% è di 60 euro, il prezzo al pubblico sarà di 66 euro. Va da sè che il recente aumento dell’iva “ordinaria” dal 20 al 21% avrà (anzi, ne sta già avendo) ricadute negative sul nostro portafoglio. Non eccessive, ma come dice l’adagio, nel bene e nel male, “tutto fa”.</p>
<p>Una opportunità di risparmio, di qualche decina di euro l’anno, è possibile per chi abita in un condominio fornito di riscaldamento centralizzato. La spiegazione sul come fare non è semplicissima, ma sfido il lettore a battere la nostra usuale pigrizia mentale e a seguirmi in dettagli un po’ tecnici e un po’ noiosi.</p>
<p>Le attuali disposizioni fiscali prevedono che l’utente finale, cioè l’uso per civile abitazione, possa disporre dell’aliquota “agevolata” del 10% fino ad un consumo annuo di 480 metri cubi (si parla ovviamente di metano). Definire “agevolata” un’aliquota del 10% suona assai ironico per chi sa che in un paese confinante al nostro, la Svizzera, l’aliquota “ordinaria” della locale iva è del 6,75%. Ma, si sa, ognuno ha l’iva che si merita.</p>
<p>A parte queste digressioni, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito con una circolare che tale “agevolazione” può essere usata solo una volta per famiglia. Ciò significa che nel caso di un condominio con impianto di riscaldamento centralizzato, si deve scegliere se l’aliquota iva al 10% la si vuole per l’impianto centralizzato o per il gas per la cucina.</p>
<p>Non molti fanno mente locale sul fatto che se per casa propria si spende mediamente X, per il riscaldamento centralizzato la spesa è assai più del doppio. Ancora meno, anzi, praticamente nessuno, sono consapevoli che nella quasi totalità dei casi pagano l’iva al 10% per il gas della cucina e dello scaldabagno a gas, per chi ce l’ha, e l’iva al 20% per il riscaldamento centralizzato.</p>
<p>Va da sè che questa è una situazione che va a favore del fisco e non del consumatore. Un rimedio c’è; non è semplicissimo, ma va tenuto presente che una volta seguita questa procedura, il risparmio si protrarrà per gli anni a venire, almeno fino a che non verrà cambiata la normativa in questione.</p>
<p>E’ necessario che tutti (o quasi) i condomini siano d’accordo, perchè è necessario, per avere il massimo beneficio, che tutti i residenti (escluse le ditte) chiedano che per le proprie utenze venga applicata l’aliquota iva del 21%, richiedendo contemporaneamente che per l’utenza condominiale venga applicata l’aliquota del 10%.</p>
<p>Per completezza, l’aliquota del 10% si applica fino ad un massimo, come ho detto prima, di 480 metri cubi l’anno di metano. Il consumo ulteriore sarà soggetto ad iva al 21%. Ovviamente, nel caso di impianto centralizzato, questo consumo andrà moltiplicato per il numero di appartamenti serviti. Se ci sono in un condominio 22 appartamenti, il consumo al 10% sarà 480&#215;22=10.560 metri cubi.</p>
<p>La pratica presso il proprio distributore del gas potrà essere svolta singolarmente o collettivamente, con un incaricato designato dai condomini, magari l’amministratore, se presente; mentre per l’utenza condominiale, dovrà provvedere l’amministratore o il responsabile del condominio.</p>
<p>Come ho detto all’inizio, non è pratica semplicissima, ma se si cerca il risparmio, di deve anche essere pronti anche a romperci le scatole in questa cosa irta di ostacoli. Questo perchè in genere gli amministratori non sono molto sensibili a questi argomenti; i call center sono spesso avvilenti. Anche una volta definita la pratica, le aziende fornitrici ci mettono un po’ a capire come procedere, magari addebitano l’iva al 21% da tutte e due le parti e poi ti fanno vedere i sorci verdi per riavere indietro quanto versato in più.</p>
<p>Io però ho provato e ci sono riuscito. Posso assicurarvi che ne vale la pena.</p>
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		<title>Cara lettrice, caro lettore</title>
		<link>http://www.prato5stelle.org/2011/10/cara-lettrice-caro-lettore/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 17:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c&#8217;è il rischio che fra poco si sia costretti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c&#8217;è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.</p>
<p>Il Disegno di legge &#8211; Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera <em>a)</em> del comma 29 recita:</p>
<p>«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»</p>
<p>Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.</p>
<p>Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal <strong>comma 29</strong> del cosiddetto<strong>DDL intercettazioni</strong>.</p>
<p>Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l&#8217;obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che <em>il richiedente</em> giudichi lesivo della propria immagine.</p>
<p>Purtroppo, la valutazione della &#8220;lesività&#8221; di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all&#8217;opinione del soggetto che si presume danneggiato.</p>
<p>Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — <strong>indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive</strong> — di chiedere l&#8217;introduzione di una &#8220;rettifica&#8221;, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.</p>
<p>In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che <strong>Wikipedia non ha una redazione</strong>) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei <em>rarissimi</em> casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l&#8217;intera pagina è stata rimossa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo</p>
<p>Articolo 27</p>
<p>«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.</p>
<p>Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»</p>
<p>L&#8217;obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal <em>comma 29</em>, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell&#8217;<em>Enciclopedia libera</em> e ne paralizza la modalità <em>orizzontale</em> di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l&#8217;abbiamo conosciuta fino a oggi.</p>
<p>Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell&#8217;onore e dell&#8217;immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall&#8217;articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.</p>
<p>Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all&#8217;arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per &#8220;non avere problemi&#8221;.</p>
<p><strong>Vogliamo poter continuare a mantenere un&#8217;enciclopedia libera e aperta a tutti. La <em>nostra</em> voce è anche la <em>tua</em> voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?</strong></p>
<p><em>Gli utenti di Wikipedia</em></p>
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		<title>Da San Diego l&#8217;onda che spinge verso Rifiuti Zero.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 17:57:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LA CONFERENZA CRRA IN CALIFORNIA: UN OCEANO DI BUONE PRATICHE E DI PROGETTI. Dal 29 luglio al 3 agosto, anche perché ufficialmente invitati dagli organizzatori, abbiamo vissuto giorni straordinari nell’ epicentro internazionale della strategia Zero Waste che è la California. Non solo abbiamo visto e partecipato ai lavori dei GRASS ROOTS ( il 29 a San Diego [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>LA CONFERENZA CRRA IN CALIFORNIA: UN OCEANO DI BUONE PRATICHE E DI PROGETTI.</h2>
<p>Dal 29 luglio al 3 agosto, anche perché ufficialmente invitati dagli organizzatori, abbiamo vissuto giorni straordinari nell’ epicentro internazionale della strategia Zero Waste che è la California.</p>
<p>Non solo abbiamo visto e partecipato ai lavori dei <strong>GRASS ROOTS</strong> ( il 29 a San Diego si è svolta l’assemblea dei movimenti USA impegnati contro l’incenerimento e per rifiuti zero organizzati nei <strong>GRNN</strong>) ma dal 30 agosto a <strong>CORONADO BAY</strong> (nell’hotel dove venne girato il fil “A qualcuno piace caldo”) si è potuto incontrare l’intero staff dello ZW di <strong>San Francisco</strong> (Kevin Drum, Jack Macy con cui abbiamo parlato delle nostre esperienze italiane rifiuti zero ma anche della visita in programma del comune di <strong>Roma</strong> nella BAIA e della situazione di <strong>PARMA</strong> che seguono con molto interesse) e molti altri “nomi” dello ZW internazionale. Vista la presenza di delegazioni invitate oltre che dall’Italia (per la quale era presente Rossano Ercolini) dalla <em>Nuova Zelanda</em>, dalle <em>Filippine</em>, dalla <em>Svezia</em>, dalla <em>Spagna</em> e dal <em>Brasile</em>. Ma forse l’incontro più emozionante è stato con <strong>CAPTAIN MOORE</strong> che sta dedicando la sua vita e la sua competenza a sensibilizzare contro lo scandalo delle <strong>ISOLE DI PLASTICA</strong> nel Pacifico (e non solo). Persona importante, premiata nel corso dell’evento quale ECOLOGISTA DELL’ANNO, quanto “<em>alla mano</em>” e disponibile.</p>
<p>Non a caso questo <em>TRADE SHOW</em> si è svolto all’insegna della DENUNCIA CONTRO LA PLASTICA e a favore di un “mercato” invitato a <em>CAVALCARE L’ONDA DELLA</em> <em>SOSTENIBILITA</em>’. In questo quadro le esperienze italiane con il numero dei comuni RIFIUTI ZERO che aumenta di giorno in giorno hanno avuto grande risalto A PARTIRE DALLA ESPERIENZA DEL <strong>CENTRO RICERCA RIFIUTI ZERO DEL COMUNE DI CAPANNORI</strong> di cui già si era conosciuto parte del lavoro con il CASO DELLE CAPSULE DEL CAFFE’ LAVAZZA (e non solo). Certo, una mano decisiva a promuovere le nostre esperienze, come sempre, E’ STATA DATA DAL <strong>PROFESSOR PAUL CONNETT</strong> che è stato chiamato a svolgere IL DISCORSO CONCLUSIVO dell’evento in una sala gremita da rappresentanti di imprese del riciclaggio, semplici attivisti e rappresentanti di associazioni ma anche da deputati del Congresso USA e dagli staff ZW di città pilota come (oltre a San Francisco e a San Diego) LOS ANGELES, SEATTLE, BERKLEY, SAN BERNARDINO ecc. In questo discorso applauditissimo Connett ha enfatizzato la situazione italiana segnata da “buone pratiche” e non solo dal disastro di NAPOLI (di cui però ha aggiornato sui cambiamenti positivi intercorsi a livello di nuovo governo della città operante scelte in linea con le nostre proposte) paragonandola a quella della vivacissima California. Naturalmente un GRAZIE PARTICOLARE va a <strong>RICK ANTONY</strong>, il presidente della Zero Waste International Alliance e co-presidente della CRRA che è stato forse l’artefice maggiore del grande successo fatto registrare dall’evento.</p>
<p>&nbsp;</p>
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