PRATO (dis)ABILE
Politiche di sostegno ai diversamente abili ed alle loro famiglie a partire dall’attuazione della ricerca del 2003 della Conferenza dei Sindaci dell’area pratese.
Una categoria di cittadini che rappresentano una minoranza, è costituita dai disabili ai quali solo raramente vengono rispettati i diritti e la dignità della persona, così come prevede la Costituzione Italiana.
Quello che ci prefiggiamo di fare concretamente per queste persone è la riqualificazione della loro vita cercando di sviluppare le loro capacità di integrazione e di partecipazione alla vita sociale.
- Mettere a disposizione le risorse territoriali per portare avanti dei programmi di inserimento lavorativo delle persone diversamente abili favorendo la creazione di cooperative fra disabili dove tutti, a seconda delle loro capacità, possano collaborare all'attività delle cooperative stesse, le quali dovranno essere gestite solo dai disabili o dai loro familiari.
- Rendere operativa la ricerca fatta nel 2003 dalla Conferenza dei Sindaci dell'area pratese, dalla quale emersero necessità e proposte valide che però ancora oggi, dopo sei anni, è rimasta lettera morta disattendendo le aspettative di tutti coloro che vi avevano partecipato: disabili, genitori e operatori dei centri
- Rendere operativa la successiva verifica da parte della Società della Salute, fatta all'inizio del 2008, che mirava ad un monitoraggio specifico dei frequentatori dei centri e delle case famiglia, per stabilire le varie necessità.
- Lasciare in carico alla neuropsichiatria infantile quei ragazzi che, pur avendo raggiunto la maggiore età frequentano ancora la scuola, permettendo così lo svolgimento del programma educativo posto in essere al momento dell'inserimento scolastico.
- Mettere a disposizione alcune strutture pubbliche per poter finalmente creare un progetto del "dopo di noi" permettendo, attraverso soggiorni temporanei (ad esempio: nei fine settimana) lo sviluppo di autonomia e l'inizio di un progressivo distacco dai genitori.
- Sviluppare e rendere operativi quei progetti mirati alla socializzazione delle persone diversamente abili attraverso programmi sul tempo libero durante il quale, purtroppo, le persone disabili rimangono isolate.
- Creare una rete fra genitori per poter effettuare un controllo diretto nei vari centri al fine di stabilire il rispetto degli orari e lo svolgimento dei programmi di inserimento (non basta l'intervento delle assistenti sociali fatto una volta l'anno).
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