FAUSTO BAROSCO - CANDIDATO A SINDACO PER IL COMUNE DI PRATO

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Rifiuti ZERO

Dal CODICE ATLANTICO (1478 – 1519) di Leonardo Da Vinci alle politiche attuate dallo Stato della California e che fanno parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama: Riduco, Riciclo, Riutilizzo. Un sistema che non prevede incenerimento, non crea danni alla salute e crea posti di lavoro in un rapporto di 15 a 1 (fonte CONAI) rispetto all’incenerimento o alla discarica.

Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, già descritto da Leonardo Da Vinci nel CODICE ATLANTICO (1478 – 1519), attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama è necessario partire da questi concetti:
- tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni
- Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1. Ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea uno solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai)
- L’incenerimento, privato di sussidi pubblici (tasse dei cittadini) non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è  il metodo piu’ costoso di smaltimento  ( dalle 4 alle 6 volte rispetto alle normali fonti di combustibile, fonte Wall Street Journal) e studio “Light myfire” di UnicreditCapitalia.

- come provato da studi comparati la raccolta porta a porta rispetto a quella stradale con cassonetti permette oltre a maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità anche un maggior risparmio recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati-bruciati e/o di nuovo prodotti nei cicli produttivi (fonte studio Tea-Mantova)
- I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio: “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” 2008-Ecole des Mines-Parigi )
- piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo "Meno 100kg pro capite" con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto,compostaggio domestico, etc.

ORGANICO

Promuovere compostaggio domestico -30 Kg/anno
Promuovere azioni contro lo spreco di cibo -8 Kg/anno

SANITARI

Utilizzare pannolini/sanitari riciclabili -2 Kg/anno*
*(330 kg circa per ogni bambino)
CARTA
 Incoraggiare la dematerializzazione (scuola-uffici) -10 Kg/anno
IMBALLAGGI (cartone/plastica)
Scelta prodotti con imballaggi a rendere -12 Kg/ann
Promuovere acqua del rubinetto -2 Kg/anno
Utilizzo sacchetti e borse multiuso -1 Kg/anno
Misure contro doppi/tripli imballaggi -10 Kg/anno

- accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio
- Aprire “Negozi del riciclo” in ogni Comune dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato

- per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti)
- raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana
- realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale ( ogni 10-20.000 abitanti )

- costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)

- costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e

trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave)
- costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata
-creazione di un apposito Centro Studi in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente

sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutlizzabili, riciclabili o comportabili
- per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma- recuperare plastica, vetro,alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining)
- chiusura di tutte le discariche ed inceneritori"

- eliminazione degli incentivi previsti dal Cip 6 alla combustione dei rifiuti

- Stop alla pubblicità in cassetta, se non espressamente richiesta ed inviata tramite abbonamento postale, ogni famiglia getta mediamente 6,5 kg di carta all’anno che non legge, ossia oltre 400 tonnellate. Esiste internet, le promozioni si possono continuare a fare, basta utilizzare la rete.

- Reintroduzione dell'obbligo del vuoto a rendere per tutti quelli che sono gli imballaggi a perdere ( ad esempio cassette della frutta, box di: televisori, fotocopiatrici, fax, etcc..); divieto di utilizzo di cellophan  o similari per l'imballaggio delle bottiglie di acqua, bibite, alcolici e superalcolici, sostituendoli con l'uso di cassette da riutilizzare; divieto di confezionare salumi,carne, frutta, verdura, con imballaggi di plastica e polistirolo; obbligo di vendita degli alimenti ora confezionati  in scatolette di alluminio o in confezioni plastificate ( dal tonno alla maionese ), in vasetti di vetro con vuoto a rendere. Estensione di fatto del vuoto a rendere a tutti i CONTENITORI.

- DIVIETO DI VENDITA DI PRODOTTI CONFEZIONATI CON TETRAPAK ( cellulosa, alluminio e plastica) IMPOSSIBILE DA RICICLARE.

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